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SciaccheTrail 2026, Cinque Terre e Val di Vara pronte al weekend “lungo”: due gare da 47 e 100 chilometri tra sentieri, vigneti e borghi

Dal 20 al 22 marzo torna SciaccheTrail con due tracciati confermati: la 100 chilometri con 4.700 metri di dislivello positivo in partenza notturna da Riomaggiore e la 47 chilometri con 2.600 metri di dislivello positivo al via da Monterosso. In programma anche villaggio in piazza, iniziative del Parco, show cooking e la Mini SciaccheTrail dedicata ai bambini

Tra mare e crinali, pietra a secco e santuari, terrazzamenti vitati e boschi, lo SciaccheTrail si prepara a riprendersi le Cinque Terre e a spingersi fino alla Val di Vara con un weekend che vuole essere più di una corsa. L’edizione 2026 è stata presentata come un evento “totale”, capace di fondere sport e racconto del territorio, e tornerà dal 20 al 22 marzo con una formula ormai consolidata su due distanze, 47 e 100 chilometri, dentro un’idea precisa: far vivere ai runner un viaggio immersivo nella Liguria più verticale e fragile, dove ogni metro di sentiero è memoria e manutenzione, non solo panorama.

Il primo appuntamento è quello più estremo e simbolico: venerdì 20 marzo alle 22, da Riomaggiore, scatterà la 100 chilometri con 4.700 metri di dislivello positivo, una traversata che segue i sentieri del Parco Nazionale delle Cinque Terre e poi scollina verso l’entroterra della Val di Vara. Il giorno dopo, sabato 21 marzo alle 7.30, toccherà alla 47 chilometri con 2.600 metri di dislivello positivo, in partenza da Monterosso: un percorso ad anello che punta a riportare atleti e volontari di nuovo in piazza, dove è previsto l’arrivo “di comunità” con il pasta party curato dalla Pro Loco di Monterosso.

Nel racconto della Regione, la gara viene letta come un modo per cucire insieme sport e identità locale, con tracciati che attraversano vigneti terrazzati, borghi e crinali panoramici, mettendo in moto per tre giorni non solo i top runner ma anche famiglie, residenti e volontari. La vicepresidente regionale con delega allo sport, Simona Ferro, sostiene che l’evento riesce a tenere insieme agonismo e radici, portando sulle stesse strade e sugli stessi scalini chi corre per il tempo e chi corre per il paesaggio, con un risultato che diventa esperienza completa e non semplice prestazione.

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, dal canto suo, insiste su una chiave diversa: la maturità di un evento che cresce insieme alla rete sentieristica che lo ospita. Il presidente Lorenzo Viviani parla di un equilibrio delicatissimo tra uomo e natura e di un “dietro le quinte” fatto di cura e lavoro continuo, sottolineando che ogni metro di percorso è costruito su responsabilità, manutenzione e gestione dell’habitat. La sua idea è che questa edizione possa essere quella della consapevolezza, in cui la bellezza non diventa scenografia da consumare, ma invito a capire la fragilità dei luoghi e la forza necessaria per custodirli, tra memoria e futuro.

Attorno alle gare, SciaccheTrail continua a presentarsi come progetto territoriale. La piazza diventa palcoscenico e racconto: dalla partenza di Monterosso fino al fine corsa, la voce di Luciano De Battè accompagnerà l’evento, mentre Luca Mannoni e Annalisa Rolla commenteranno la diretta sul canale YouTube con la regia di Andrea Bonfiglio. Nella mattinata del 21 aprirà il Villaggio SciaccheTrail con il mercatino degli sponsor, e nello stesso giorno tornano anche i Walking Park del Parco: in coincidenza con la Giornata Mondiale della Poesia promossa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura e con la Giornata Internazionale delle Foreste delle Nazioni Unite, è prevista la camminata guidata “Via della Natura” da Levanto a Monterosso al Mare, gratuita con prenotazione obbligatoria, in un’edizione che richiama il legame con Eugenio Montale nel 130° anniversario della nascita.

Sempre sabato 21, a partire dalle 11 in piazza Garibaldi, spazio anche al cibo come racconto: è annunciato uno show cooking con talk nel quadro del progetto Benatural, insieme ai pescatori locali e allo chef Alessandro Dentone, presidente ligure della Federazione Italiana Cuochi, con una riflessione che allarga la visuale dai vigneti al mare e alla stagionalità del pescato. Nella stessa giornata verrà annunciato il vincitore del premio dedicato alla memoria del vigneron Alberto Cappellini, e non mancherà un passaggio dedicato allo sciacchetrà, il passito che dà il nome alla gara, con la degustazione guidata dalla sommelier Yvonne Riccobaldi tra storia e gusto.

Domenica 22 marzo il focus si sposta sulla continuità e sul passaggio di testimone, con la Mini SciaccheTrail dedicata ai bambini dei territori attraversati dalla gara agonistica, invitati a prendere simbolicamente in consegna la natura dei luoghi in cui vivono. Per loro è previsto un pettorale d’artista, quest’anno firmato da Monica Milani di Manarola, che ha immaginato le curve di livello dei terrazzamenti colorate come un arcobaleno.

Per la Polisportiva che organizza la manifestazione, il valore aggiunto resta il legame tra gara e comunità. Il presidente dell’Associazione sportiva dilettantistica Polisportiva Cinque Terre Daniele Moggia ringrazia volontari, sponsor e istituzioni, sottolineando la dimensione internazionale dell’evento e la sua reputazione nel mondo del trail running, costruita sulla spettacolarità dei paesaggi e sulla capacità di tenere insieme sport e promozione territoriale.

Per garantire lo svolgimento in sicurezza, è previsto che alcuni sentieri vengano chiusi temporaneamente durante la manifestazione, con percorsi alternativi indicati dal Parco. E se è vero che SciaccheTrail resta una gara durissima, l’edizione 2026 insiste soprattutto su un altro messaggio: correre qui significa attraversare un luogo che non è soltanto bello, ma complesso, vivo e fragile, e che chiede rispetto tanto quanto chiede fiato.


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